martedì 27 settembre 2016




Renato Ricci nacque a Carrara il 1° giugno 1896 da una famiglia di cavatori, nipote di un vecchio garibaldino. Dopo il diploma di Ragioniere, s’impegnò per la causa irredentista e si arruolò volontario nei Bersaglieri nel 1915, partecipando alla campagna per la redenzione di Trieste, meritandosi due medaglie al valore ed una croce al merito. Divenuto Ufficiale Comandante di una pattuglia di Arditi, segue D’Annunzio nell’impresa fiumana del 1919, muovendo dal Monte Nevoso. Coi Legionari occupa tutto il Carnaro e Zara; consegue successivamente il brevetto di pilota; in questo periodo conosce e frequenta anche Marinetti.
Realizza così 900 Case del Balilla e della Piccola Italiana, tutte con palestre, piscine, biblioteche, sale di riunione, giardini. Realizza inoltre ben 12 Collegi e una nave scuola (la Palinuro).


INAUGURAZIONE DEL FASCIO DI CARRARA
PARLA RENATO RICCI


Ma la sua opera più grandiosa è lo Stadio dei Marmi al Foro Mussolini (1930-34), opera architettonica straordinaria, che fu costruita con marmo di Carrara (senza toglierne un briciolo per le altre costruzioni ed utilizzando scarti di pezzi più grossi), avvalendosi di eccellenti giovani scultori portati così alla ribalta.

Circa l’attività dell’ONB, da segnalare le importanti crociere all’estero organizzate da Ricci per i giovani, nonché tutte quelle attività che in breve portarono salute fisica e morale alla gioventù Italiana.

Nel 1937 divenne Sottosegretario alle Corporazioni e quindi Ministro (1939-1943). In tale veste organizzò il difficile momento autarchico dell’industria Nazionale.

Nel 1940 decide di partire volontario per la guerra in Albania, tornandone pluridecorato. Esonerato dall’incarico di Ministro nel febbraio 1943, si ritira in campagna.

Dopo l’8 settembre 1943 decide di ribellarsi a Badoglio ed eludendo la sorveglianza fugge in Germania dove, con i tedeschi, organizza la liberazione del Duce e contribuisce alla nascita della RSI. Diviene così Comandante della nuova Guardia Nazionale Repubblicana (GNR). In tale veste entra in disaccordo con Graziani, essendo fortemente contrario alla coscrizione, volendo mantenere lo spirito volontaristico originario della Milizia. Alla metà del 1944 Ricci si dimette dall’incarico, mantenendo la Presidenza di una risorta ONB.

Col 25 aprile del 1945 si dà alla latitanza, per tornare allo scoperto solo con l’amnistia.

Nel secondo dopoguerra si occupò di industria e di affari con la Germania. Divenne altresì, con Graziani Presidente e assieme a Borghese, Vicepresidente dell’Associazione Combattenti e Reduci della RSI . Morì a Roma il 22 gennaio 1956.


4 ottobre 1941
 RENATO RICCI circondato da gerarchi 
naugura la mostra campionaria dell'artigianato



Renato Ricci, comandante generale della GNR, in visita al battaglione-scuola Allievi Ufficiali "Orvieto" nel complesso dell'Accademia femminile da lui stesso creata quando era presidente dell'Opera Nazionale Balilla.


PROFILO DI UN COSTRUTTORE CHE FU ANCHE UN CAPO MIO PADRE RENATO 

Giulio Ricci 

Creatore dello Stadio dei Marmi, fondatore dell'Opera Nazionale Balilla e della Guardia Nazionale Repubblicana, Ministro delle Corporazioni, visse e lavorò senza posa accanto a Mussolini 

Mio padre Renato Ricci nacque a Carrara il primo giugno del 1896 da una famiglia di cavatori, gente rude abituata ad un lavoro duro e pericoloso. Il capo famiglia era un nonno garibaldino che instillò l'amor patrio ai suoi nipoti sin dalla più tenera età. Dopo il diploma di ragioniere e alcune traversie politiche per aver manifestato per la italianità di Trento e Trieste, mio padre si arruolò volontario nei bersaglieri nel 1915 e partecipò a tutta la campagna meritandosi due medaglie al valore ed una croce di guerra al merito, quale comandante di pattuglie di Arditi per azioni compiute al di là delle nostre linee. 

Fu il primo ufficiale italiano a entrare in Trieste liberata. Nel 1919 essendo di stanza a Monte Nevoso, seguì D'Annunzio nell'impresa fiumana trascinando con sé un battaglione del suo reggimento con tutto l'equipaggiamento. Durante l'impresa partecipò all'occupazione di Zara al comando di una compagnia Bersaglieri della Legione del Carnaro. Strinse amicizia con Marinetti, Paulucci di Calboli, Mascagni e Keller, con il quale volò più volte e per il cui consiglio, pochi anni dopo, conseguì il brevetto di pilota. 

Dopo il Natale di Sangue tornò a Carrara e fondò il Fascio di Combattimento. I primi fascisti erano solo 17, ma ben presto il movimento si dilatò, tanto che Ricci s'impose da Livorno fino a Genova e Firenze, collaborando alla organizzazione del Movimento con Perrone Compagni a Firenze, e con Costanzo Ciano a Livorno. Le lotte furono durissime con molte vittime, basti ricordare l'eccidio di Sarzana nel quale persero la vita 17 fascisti e più di 46 furono feriti. Il 29 ottobre dopo aver occupato la prefettura e la caserma Dogali, disarmandone la guarigione, che d'altronde era quasi consenziente, nella notte fermò il primo treno per Roma che passava per la stazione di Avenza, che era il treno di Mussolini. Ricci fu cordialmente accolto e presentò 200 squadristi armati di tutto punto. Mussolini fece agganciare un'altra vettura e si intrattenne con Ricci, e lo incaricò di prendere il comando di tutte le squadre fasciste che si stavano concentrando a S. Marinella. 

Tornato a Carrara viene nominato da Mussolini Alto Commissario del Partito con compiti ispettivi e organizzativi. Si interessa in particolare della situazione economica del suo paese e promuove la ristrutturazione dell'ospedale, la realizzazione di case popolari, il rinnovo dell'Accademia di Belle Arti, e promuove iniziative a favore della industria marmifera locale. Nel 1924 è eletto deputato e continua la sua attività, sia nel partito che a favore di Carrara, fondando tra l'altro il Consorzio marmi. Nel 1926 viene chiamato a Roma e nominato Sottosegretario all'Educazione Nazionale, con il compito di riorganizzare la gioventù dal punto di vista morale e fisico. 

Immediatamente si reca in Inghilterra e prende contatto con Baden Powell, capo dell'organizzazione scautistica, che gli dà preziosi consigli e lo esorta a tornare in America per prendere visione delle grandi scuole americane. Torna in Italia e in volo si reca in Germania dove prende contatto con la Bauhaus e il modernissimo movimento artistico e architettonico di Gropious. 

Nasce cosi L'Opera Nazionale Balilla, alla cui presidenza Renato Ricci resterà per 11anni dal 1926 al 1937; (naturalmente con il solo stipendio di Sottosegretario al Ministero dell'Educazione nazionale). 

Realizza 900 Case del Balilla e della Piccola Italiana, tutte con palestre, piscine, biblioteche e sale di riunione, giardini, ecc. Queste case per la gioventù, che Ricci fece realizzare, sono per la maggior parte ora abbandonate e ridotte in rovina. Realizza 12 Collegi, fra cui: il Morosini di Venezia, il Collegio Aeronautico di Forlì, i Collegi Navali di Brindisi, Sabaudia e il Collegio femminile di Orvieto. Mette in mare la nave scuola Palinuro per accogliere gli scugnizzi napoletani. 

Ma soprattutto, in questo periodo mette mano per primo alla realizzazione di quella che sarà una delle più importanti opere del regime: Il Foro Mussolini.







APRILE 1944 - GARGNANO (BRESCIA)
RICCI CON IL COMANDANTE DELLA LEGIONE "GUARDIA DEL DUCE"

VERONA 14 NOVEMBRE 1943 - 
RENATO RICCI ALL' ASSEMBLEA DEL PARTITO FASCISTA REPUBBLICANO 
CHE PROMUOVERA' IL MANIFESTO DEI 18 PUNTI, 
FONDAMENTO DEL NUOVO STATO


BRESCIA GENNAIO 1944 - RENATO RICCI PASSA 
IN RASSEGNA UN REPARTO DELLA G.N.R.
 IN PARTENZA PER LA ZONA DI OPERAZIONE


MILANO 25 LUGLIO 1944
RICCI CONSEGNA LA BANDIERA DI GUERRA ALLA SCUOLA DI ORVIETO

MILANO IL GENERALE RICCI CONSEGNA I LABARI
ALLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA

1 OTTOBRE 1943 ROMA
RICCI CON IL MARESCIALLO GRAZIANI RENDONO OMAGGIO 
AL SACRARIO DEL MILITE IGNOTO
ROMA 1 0TTOBRE 1943
RICCI CON IL MARESCIALLO GRAZIANI 
ALLA TESTA DI 4.000 UFFICIALI
RENDONO OMAGGIO AL  SACRARIO DEL MILITE IGNOTO